Recensione e opinioni sulla Kodak Snapic A1: una promessa o il prossimo rottame di plastica?
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La Kodak Snapic A1 di RETO offre una vera lente in vetro da 25 mm (Triplet) in formato pieno, ma con diaframma fisso f/9,5 e 1/100 s rimane fortemente dipendente dalla luce solare. Per poco meno di 100 euro, le fotocamere compatte usate con zoom luminosi o autofocus battono nettamente la Snapic in termini di flessibilità e luminosità.
Kodak Snapic A1: una promessa o il prossimo bidone di plastica?
In quanto produttori di accessori per la comunità della fotografia analogica, siamo naturalmente interessati al fatto che in futuro continuino a esistere fotocamere analogiche. È ovvio che poche possano avvicinarsi alla qualità meccanica delle reflex e delle telemetro dell’epoca d’oro dell’analogico, ma soprattutto per chi è alle prime armi servono fotocamere nuove, facilmente reperibili e soprattutto affidabili.
Finalmente abbiamo dati concreti: dopo l’uscita della Lomo MC-A, è arrivata anche la Kodak Snapic A1 (prodotta su licenza da RETO). In linea di principio è un segnale positivo per tutti noi, perché il nuovo hardware garantisce a lungo termine la domanda di pellicola. Abbiamo analizzato più da vicino le specifiche e le prime recensioni.
Cosa offrono le specifiche e quali sono i limiti

Il teaser aveva già rivelato il dato più importante: è presente una lente in vetro da 25 mm (Triplet) e la fotocamera scatta in formato pieno (36x24 mm). Questa è la differenza decisiva rispetto alle comuni fotocamere “riutilizzabili”, che spesso hanno soltanto una semplice lente in plastica. Secondo i primi test, la nitidezza è effettivamente buona e nettamente superiore al “Lomo-Look”.
Ma qui arriva la mia critica personale:
La fotocamera utilizza un diaframma fisso di f/9.5 e un tempo di posa fisso di 1/100 di secondo. Non è possibile impostare gli ISO. Questo significa che la fotocamera è una point-and-shoot o compatta semplice da usare (con lente in vetro e funzione di riavvolgimento).
Per un prezzo di poco inferiore ai 100 € (o 99 $), bisogna pensarci bene. Sul mercato dell’usato, con molti meno soldi potete trovare fotocamere come una Olympus AF-10, Minolta AF-E, Canon Sure Shot Max o diverse point-and-shoot con diaframmi di f/2.8 o f/3.5. Lasciano passare molta più luce e spesso offrono tempi di posa variabili. Con il diaframma f/9.5 della Snapic dipenderete moltissimo dalla luce del sole oppure dovrete usare continuamente il flash. Tuttavia, la mancanza di luce può essere compensata semplicemente scegliendo una pellicola ad alta sensibilità (ad esempio ISO 800).
Zone focus e OLED: trovata o utilità?

La messa a fuoco avviene tramite la messa a fuoco a zone (da 0,5 m a 1,5 m per i ritratti e da 1,5 m all’infinito per i paesaggi). Dal punto di vista fisico, con un grandangolo da 25 mm e un diaframma così chiuso non è comunque un aspetto critico. La profondità di campo è talmente ampia che è quasi impossibile produrre immagini sfocate.
Interessante è il display OLED sulla parte superiore. Nella pratica si rivela più utile del previsto:
- Mostra il contafotogrammi e le modalità del flash.
- Elemento di spicco: La fotocamera memorizza l’impostazione del flash quando viene spenta (niente fastidioso reset del flash).
- Mostra la modalità doppia esposizione (il controllo avviene tramite un interruttore dedicato), una simpatica funzione creativa.
Attenzione: le recensioni mostrano una caduta di luce molto marcata dovuta al flash (flash falloff fisico) quando il flash viene utilizzato. È una caratteristica che deve piacere.
Lomo MC-A contro Kodak Snapic A1
Parallelamente alla Snapic, la nuova Lomo MC-A sta suscitando grande interesse. Qui vediamo due approcci completamente diversi:
La Lomo MC-A costa circa 550 €, quindi cinque volte tanto, ma è una fotocamera “vera”:
- Obiettivo Minitar-II luminoso da 32 mm f/2.8.
- Autofocus vero (LiDAR).
- Possibilità di controllare manualmente diaframma e messa a fuoco.
- Corpo robusto in metallo invece che in plastica.
- Trasporto della pellicola completamente manuale (leva di carica/manovella) e alimentazione tramite batteria CR2 ricaricabile via USB-C.
Chi vuole fotografare seriamente e ha bisogno di controllo finirà per scegliere la Lomo (oppure le fotocamere vintage). La Snapic A1 si propone invece chiaramente come una “fotocamera divertente” semplice da usare: è completamente motorizzata (caricamento, avanzamento e riavvolgimento automatici) e funziona classicamente con 2 batterie AAA.
Il nostro desiderio per l’industria
Accogliamo la Snapic A1 come punto d’ingresso per i nuovi fotografi analogici. Tuttavia, il mercato viene attualmente sommerso da fotocamere in plastica estremamente semplici oppure da costosissime riedizioni premium.
Quello che manca davvero, e che sentiamo ripetere spesso anche da voi, è il coraggio di realizzare una meccanica di fascia media. Un’interpretazione moderna di una reflex classica, come una Pentax Spotmatic con attacco M42, sarebbe un sogno.
- Completamente meccanica (riparabile tra 50 anni).
- Otturatore completamente meccanico (che continui a funzionare anche in caso di guasto dell’elettronica o della batteria).
- Compatibile con milioni di obiettivi vintage esistenti.
Naturalmente, produrla sarebbe costoso e complesso. Ma finché un produttore non avrà nuovamente il coraggio di provarci, continueremo a tenere in vita i vecchi tesori. Almeno la Lomo MC-A, con il suo trasporto della pellicola completamente manuale, realizza già in parte questo sogno meccanico.
Meglio la Kodak Ektar H35 della Snapic? Il suo pulsante di scatto è molto sensibile e nella borsa tende a scattare da solo qualche foto. Il nostro copriobiettivo lo copre completamente, mentre l’adattatore per filtri accetta i comuni filtri da 30,5 mm. Sulla Snapic A1 non è possibile montare nessuno dei due, perché ha una sagoma diversa. Agli accessori per Ektar.
Conclusioni
La Snapic A1 potrebbe essere una simpatica “compagna di tutti i giorni” per una vacanza al mare, dove c’è abbastanza luce per il diaframma f/9.5 e si preferisce lasciare la costosa Contax T2 al sicuro nella cassaforte.
Chi però vuole fotografare anche in condizioni di luce scarsa senza flash e ha un budget di soli 100 euro, spesso farà meglio a scegliere una fotocamera usata revisionata (anche se naturalmente rimane sempre il rischio che prima o poi smetta di funzionare e che non ci sia alcuna garanzia).
Se invece della Snapic stai pensando alle sorelle a mezzo formato: nella guida alla Kodak Ektar H35 e H35N trovi le differenze tra i due modelli, la scelta della pellicola e il caso particolare del mezzo formato durante sviluppo e scansione.
Voi cosa ne pensate? Per voi f/9.5 è sufficiente per gli scatti spontanei o è un ostacolo insormontabile?
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Crediti fotografici: le immagini sono tratte dal video teaser su Instagram.
1 commento
Stimme voll zu, die Kamera ist für 100€ gut verarbeitet und besser als die billigeren. Aber es wäre super, wenn es im Segment 200-300€ auch bessere analoge gäbe, wenn man mehr will.