Che cos'è una batteria PX640?
La PX640 è una pila al mercurio da 1,35 volt (chimica all'ossido di mercurio e zinco), prodotta dagli anni '60 da Mallory, Varta ed Eveready principalmente per esposimetri e sistemi di motorizzazione di fotocamere analogiche e cineprese a passo ridotto. È la sorella molto più alta della più nota PX625: misura circa 15,6–16,0 × 11,2 mm, quindi è quasi il doppio più alta della PX625 a parità di diametro, spesso descritta come «fat button» o «pila a barilotto». Denominazioni equivalenti: HM-N (Mallory), H-N / E640 (Eveready), NR52 (National), MR52 / LR52 (IEC), V640PX (Varta).
Quali fotocamere richiedono una batteria PX640?
La PX640 veniva utilizzata in una serie di fotocamere a telemetro e cineprese a passo ridotto della fine degli anni ’60 e degli anni ’70: Yashica Electro 35 FC ed Electro 35 GX, Olympus 35 EC / EC2 / ECR / ED, Minolta Hi-Matic 5, Hi-Matic E, Hi-Matic F e CS, Fuji/Fujica Date e GA / GE / GER, Canon Canodate E, Canon Cine Canonet 8, Canon Date-Matic, Canon Motor Zoom 8 EEE, Chinon 35 EE-II, Ricoh Elnica 35 / 35M / F, Petri Computor II (richiede due pile) e Petri ES Auto, Miranda Sensoret, nonché esposimetri come la serie Pentax/Honeywell Spotmeter e il Sekonic L-88 Microlite. L’elenco completo consultabile con la ricerca, con tutti i 41 modelli, si trova in cima a questa pagina.
Perché non è più possibile acquistare la PX640?
Le pile a bottone contenenti mercurio, come la PX640, sono state vietate nell’UE dalla direttiva sulle batterie 2006/66/CE. Le ultime scorte legali si sono esaurite intorno al 2009. Negli Stati Uniti vige dal 1996 un divieto analogo introdotto dal Mercury-Containing and Rechargeable Battery Management Act. Il motivo non è la batteria in sé, bensì l’impatto ambientale del mercurio in caso di smaltimento improprio. Poiché la PX640 era comunque utilizzata solo in un numero limitato di modelli di fotocamere, nessun produttore ha mai realizzato una replica diretta 1:1, a differenza della popolare PX625.
Quali opzioni esistono per sostituire la PX640 e quali sono i rispettivi vantaggi e svantaggi?
Non esiste un unico sostituto “migliore”: ciascuna delle opzioni seguenti presenta vantaggi e svantaggi specifici:
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Le pile per apparecchi acustici tipo 675 + adattatore PX640: pila zinco-aria tipo 675 con anello distanziatore per adattarla alla geometria più grande della PX640. Tensione corretta di 1,35–1,4 V; le pile sono disponibili ovunque come convenienti pile standard per apparecchi acustici. Prima di inserirla, rimuovi l’adesivo protettivo e lasciala all’aria per 5 minuti, così la tensione si stabilizza. Presso Ausgeknipst come set adattatore 675 → PX640.
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Wein-Cell (MRB640): pila zinco-aria nel formato originale PX640, con la corretta tensione di 1,35 V. È relativamente costosa, disponibile solo nei negozi specializzati di fotografia e, dopo l’attivazione, dura come tutte le pile zinco-aria solo da tre a sei settimane.
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Accumulatore NiMH ricaricabile nel formato PX640: le celle NiMH hanno una tensione di circa 1,2–1,3 V, leggermente inferiore al valore nominale, e sono raramente disponibili sul mercato nella geometria cilindrica adatta; per la PX640 non esiste una soluzione standard consolidata come il set V80H per la PX625.
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Adattatore con diodo Schottky per SR44/LR44: riduce una comune pila all’ossido d’argento SR44 a circa 1,35 V. Vantaggio: le pile a bottone standard sono reperibili ovunque e hanno una lunga durata. Svantaggio: il controllo della batteria della fotocamera spesso non funziona correttamente, gli adattatori sono costosi e la loro realizzazione per l’altezza elevata della PX640 è complessa. Attualmente sono offerti principalmente da Kanto Kamera (Giappone); è in fase di sviluppo una variante Ausgeknipst.
La differenza di tensione tra la pila originale e quella sostitutiva influisce davvero sull’esposizione?
Dipende dalla fotocamera, dalla pellicola e dalla pila sostitutiva scelta. Una tensione superiore a 1,35 V (alcalina 1,5 V, all’ossido d’argento 1,55 V) porta l’esposimetro a stimare una quantità di luce eccessiva → circa da uno a 1,5 stop di sottoesposizione. Una tensione inferiore porta, al contrario, alla sovraesposizione. Con la pellicola per diapositive ogni errore di esposizione è critico; la pellicola negativa a colori tollera uno o due stop e reagisce decisamente meglio alla sovraesposizione che alla sottoesposizione, quindi una lieve sottotensione è tendenzialmente il male minore.
Tuttavia, ancora più importante del valore assoluto della tensione è la costanza lungo l’intera curva di scarica: le pile alcaline e le comuni pile all’ossido d’argento riducono continuamente la tensione e forniscono valori di misurazione variabili durante la loro vita utile. Questo aspetto le rendeva particolarmente inadatte agli esposimetri analogici. Le pile al mercurio, invece, mantenevano costante la tensione a 1,35 V per circa il 95% della scarica: era proprio questo il motivo del loro successo storico. Le pile zinco-aria (Wein-Cell e pile per apparecchi acustici da 675) e le NiMH si comportano in modo altrettanto costante e sono quindi le opzioni sostitutive tecnicamente più appropriate.